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 Group: Clan 'Sorya'Posts: 1621 Status:  | |
|  Costante.
La pioggia batteva ripetutamente, con fitta e deliberata intensità, sul candido selciato, sulla marmorea pavimentazione di giada, ossidiana, quarzo, pomice. Snervante chiosa di un infinito diletto tale da suggerire al tempo, al cielo, di perpetrare quel singolare, dinamico ed insieme immobile fenomeno. Per quanto ancora? Per Sempre avrebbero risposto le nuvole rigonfie, panciute, colme come otri tracotanti denso liquido stillante. Fintantochè sarebbe servito avrebbero allora rimbeccato le terre fertili, inondate come occhi commossi di lacrime fangose, indurite dalla sete dell'amarezza. Ben oltre ogni ragionevole sopportazione si sarebbero viceversa lamentati gli uomini che, stanchi, i volti rivolti all'insù, a penzoloni sul capo umido di vapori, avrebbero continuato inerti a fissare quella densa caligine ribollente, quel nodoso rimbeccarsi di venti e burrasche, di lampi e tuoni roboanti. Ogni movimento sospeso, come in attesa. Ogni arto infiacchito da una forzata ed indolente nullafacenza tale da stancare ogni membra, tale da ricoprire di sottile e irritata mollezza gli sguardi assenti, distratti. Mai abbastanza, avrebbe infine decretato Eitinel, le iridi fulve velate dalla beata spensieratezza della soddisfazione, della muta ed irrisoria goliardia propria dell'animo in pace, della mente che nulla osi afferrare se non il quieto e placido silenzio della propria letizia.
Fuggevole.
Il presentimento di stare, forse, dimenticando qualcosa. Di stare, volutamente o meno, lasciando che le radiose vesti indaco, leggere e morbide sulla pelle alabastro, si inzuppassero lentamente di una rugiada scura, pesante, tanto fredda da pietrificare sulle morbide curve di quel corpo femminile il vigile presentimento di un sudario. Di una sfumatura tale da ricordare il denso, raccapricciante, spandersi del sangue tutt'intorno ad una ferita. Imbrunendo la liscia seta, disegnando sul fine cotone i ricami di un ultimo, fatale, respiro. Di poca importanza avrebbero pensato i lampi che, schiantando il mondo in un abbacinante sgranarsi di turbini e saette, per un solo attimo avrebbero dipinto su quella immagine la sconvolta impressione di una immobilità allucinata, stralunata. Scomposta nel proprio brutale mostrarsi, rivelarsi e, subito dopo, rinascondersi nel bestiale affogarsi del buio. Di sciocca insensatezza avrebbero invece ribadito gli sguardi avviliti di quelle povere bestiole che, colpite dal timore, denudate dal terrore degli elementi, non avrebbero potuto fare altro che rivolgere i propri occhi affannati dalle profondità di antri nascosti, di angoli risparmiati a stento o solo per mera coincidenza dall'inclemenza dei venti. E guardare Lei, figura stillata dal rabbrividire dell'oscurità, dall'accartocciarsi del tuono e precipitata laggiù, infame bassezza della Terra. Di malsana bellezza avrebbero invece concluso le labbra dell'elfa che, purpurei riverberi di sensuale affanno, rimiravano dischiusi quel sordo illividirsi, stravolgersi, arruffarsi e illividirsi di ogni contorno, di qualunque forma e sfumatura congestionata.
Sorrideva Eitinel, scuro presagio di immobilità. Una sagoma soffusa nel franare degli elementi, nel sordido rivoltarsi della natura. E con lei pareva piagnucolare anche il mondo, pareva per suo volere e per sua sola immensa gioia storcersi e deformarsi come ghignante burattinaio che si lasci condurre dal proprio docile burattino. Come Mangiafuoco che, avvinto dal puerile Pinocchio, venisse allora gettato all'impazzata sul palcoscenico agitando forsennatamente gambe e braccia fintantochè tutte quante, insieme, non fossero finite con lo spezzarsi in un legnoso sfilacciarsi e lacerarsi. Sorrideva, il bianco profilo delle nivee statue, delle candide scalinate che rovinava insieme a lei e con lei nella macabra e funesta perversione di una pioggia torrenziale, di un vento furioso, di una tale e tanta ferocia del mondo che, ferito e convulso stramazzare, impazzasse sordido nei quattro angoli del cielo sanguinando, mortifero schiumare, la propria acerrima agonia.
Ingannevole.
Vanesio pensare che tutto ciò fosse possibile. Insidioso convincersi che tutto ciò potesse realmente accadere. Che tutta quella rabbia, quell'odio raccapricciante e distruttivo, quel lamentevole rivoltarsi, ansare, azzuffarsi e sprofondare nel macabro soliloquio di una acre follia potesse effettivamente esistere. Permanere. Sussistere Li. Nell'Eden.
Eppure mai come allora reale, tangibile, vero. Puro dolore che trafigga il petto, che piombi come lama affilata nel costato e li si torca, livida, fra gli stretti pertugi delle costole ribollendo del fiato che, agonia, stilli dalla pelle squarciata.
In un sospiro di beato e laconico idillio, l'esile figura seduta immobile nel bel mezzo del nulla, Eitinel si passò una mano fra i capelli color della luna, dense gocce di rugiada che si riversarono allora, torrenziale precipizio, sul terreno rigonfio di pioggia. CITAZIONE Questa è una scena Gdr a cui tutti i componenti del clan Sorya possono partecipare^^ Eitinel si trova nei pressi della grande Fontana all'interno del clan, sta compiendo una illusione spaziale per simulare una pioggia che, come è ovvio pensare, non potrebbe mai cadere in una terra incorruttibile come l'Eden. CITAZIONE Tecniche utilizzate: Dominio_L'illusione sarà quindi il dominio nel quale più di ogni altro si potrà manifestare la potenza e l'abilità di Eitinel, in grado di creare miraggi ed immagini fittizie direttamente nella mente del malcapitato che si trovi ad incrociare la sua strada (Basso) o nell'ambiente che lo circonda (Medio) dandogli la concezioni di trovarsi in un luogo in realtà presente esclusivamente nei suoi pensieri. Tali illusioni saranno spaziali, cioè saranno contemporaneamente vissute dalla stessa Eitinel. Se questo non fosse sufficiente, Eitinel potrà scagliare contro l'avversario una qualsiasi sorta di illusione (Alto), rievocante un momento appena trascorso del duello, o meno. All'interno di questa realtà fittizia, egli rivivrà un momento atroce, o lo vivrà come se fosse vero al 100%. Per ogni dolore che proverà all'interno dell'illusione inoltre, fisico o dell'animo, all'interno del suo corpo reale si apriranno delle ferite, fino a un totale di un danno "Alto", raggiunto il quale l'illusione si scioglierà da sola. Per compiere l'attacco, tuttavia, è necessario un contatto fisico con l'avversario. A patto di mantenere un contatto, sia questo visivo o fisico con l'avversario, inoltre, l'elfa potrà sprigionare immediatamente qualsiasi illusione desideri con uno spreco di energie inferiore a quello che naturalmente le sarebbe richiesto (Costo abbassato del 5%. Se questa scendesse al di sotto dello 0%, il costo sarà automaticamente dell'1%) e potenza ben superiore a quella da lei stessa esercitata (Ogni sorta di tecnica illusoria o manipolatoria sarà di un livello superiore. Una tecnica a costo alto, varrà per esempio come una tecnica di costo critico. Tecniche di costo critico invece avranno una potenza superiore ad altre tecniche di costo critico, a parità di PeRm.)
┐Negli occhi degli altri… Anche la mente più abile e complessa nasconde in sé le radici di una infanzia e di una crescita i cui cardini inviolabili, in cui la componente basilare e semplicistica non può mai smettere del tutto di influenzare e incanalare la complicatezza in mera e talvolta banale ovvietà. In ogni sogno che si rispetti, si devono sempre e comunque trovare delle figure cardine in cui, pilastri inalterabili seppur interscambiabili, la vicenda si può snodare ed articolare. Vi è quindi un leader, colui che regge le sorti del sogno e sulle quali pende la responsabilità degli eventi. Vi è poi l’amico o il familiare, figura a cui si è legati affettivamente e che ricorre in quasi tutte le sequenze fino alla fine, salvo eccezioni di natura “narrativa”. Vi è inoltre il nemico, singolo o molteplice, reale o solo figurato che rappresenta l’ostacolo o la minaccia contro la quale combattere. E poi vi è l’amore, la persona o l’entità reale o fittizia che catalizza desideri ed aspirazioni. Eitinel ha saputo trovare ognuno di questi snodi fondamentali, tutti e quanti i basamenti sui quali poggiare la magnifica struttura della propria coscienza in un glorioso, eppure terribilmente complesso, intreccio di sequenze e legami tutti generati dal semplice fronteggiarsi di queste 4 componenti fra di loro contrapposte. Eroe-Nemico. Affetto-amore. E quale compagno dare quindi, quale più fedele e intimo amico affidare al sogno, co-protagonista, trama, sfondo e copione di questo machiavellico intreccio, se non l’irriducibile, inarrestabile, eppure incredibilmente presagito, incubo? Anche nell’animo più antico, nella coscienza più vetusta ed erosa dallo scorrere del tempo, vi sarà sempre e comunque lo spazio per la paura, per l’apprensione, per la tristezza e l’angoscia capaci, soli, di trasformare una semplice ombra in un oscuro pertugio di tenebra, un sorriso gentile in una smorfia maligna, un odore impercettibile in fetore denso ed asfissiante. Come scampare la naturale molteplicità dell’animo che, violenta, insicura, orgogliosa, sospettosa, lussuriosa, egoista, interpreta ed intende ciò che sente in base alle proprie più volubili inclinazioni e tensioni? Se lasciato solo a se stesso, se abbandonato all’ansioso specchiarsi ed addentrarsi in se medesimo fino alle radici dell’identità e dell’esistenza, l’animo pare più propenso ad accanirsi su se stesso che a scagliarsi contro gli altri. Sembra trovare più semplice sfamarsi con le proprie membra aggrovigliate nel dubbio e nella apprensione piuttosto che cercare un capro espiatorio e con quello immolare il proprio paranoico arrovellarsi.
Così Eitinel, permettendo a chiunque di addentrarsi nel suo particolare e surreale sogno, offre la possibilità ad ognuno di divenire da semplice spettatore della vita, da puro e semplice ospite di una visione, a vero e proprio regista della scena, protagonista, comparsa ed autore di un copione che ognuno, come lei, potrà essere in grado di recitare e creare allo stesso tempo, tanto nel bene che, di riflesso, nel male. E tuttavia, ad ognuno sarà concesso di vedere esclusivamente nel PROPRIO mondo, senza possibilità alcuna di sbirciare in quello altrui ed influenzare se non inavvertitamente il sogno di chiunque altro.
╗Una volta che ci si verrà a trovare nelle vicinanze di Eitinel, immediatamente si subirà la suggestione della sua persona tale da indurre chiunque a percepire nel mondo circostante delle visioni in realtà inesistenti, delle tormentose e grottesche deformazioni di oggetti e situazioni nel concreto del tutto normali. Non importa quale sia lo status psichico della vittima in questione in quel preciso istante, l'abilità di Eitinel riuscirà a pescare nel suo più profondo io così da trarre senza alcuna difficoltà le paure e i tormenti più nascosti e sopiti che, liberi di esprimersi, divamperanno con ambigua e subdola violenza. Ogni sorriso sarà quindi fraintendibile, ogni ombra un probabile nascondiglio per qualche orribile creatura, ogni parola ricolma di significati all'occorrenza oscuri e crudeli e sempre più angoscianti man mano che la psiche del soggetto in questione si andrà a logorare e cederà a simili artifici. Allo stesso modo, ogni pensiero di speranza e felicità saranno lentamente ma inesorabilmente soppiantati dall'aspettativa di una sconfitta e una rovina incontrovertibili i quali segnali sembreranno trovarsi in ogni banale parola o avvenimento tali da destare, di conseguenza un sempre maggiore sgomento e disorientamento poiché la ragione, obbiettiva classificatrice del mondo percepibile, verrà col tempo e sempre più totalmente inibita dalla suggestione dell'elfa.╔
┐Notte Chiudendo le dita della mano destra a pugno, Eitinel farà diventare il giorno notte in poco meno di un istante. L'effetto durerà per tutto il resto del combattimento, permettendo quindi ai demoni di andare in forma demoniaca e impedendo agli angeli di andare in forma angelica. La notte, oltretutto, impedirà ai paladini di utilizzare qualsiasi loro abilità passiva, rendendoli praticamente inermi. Costo. Medio |